dicembre 17th, 2011

lungi dall’essere eccezionale, è un film sulla inclemente competizione elettorale americana, storia di arrivisti e di uomini che hanno bisogno di arrivare per far vincere la sostanza. Era compito di un film dirci che esistono i consulenti di immagine, i sondaggi e le tattiche promozionali studiate ad hoc? è noto. Forse il patriottismo e il formicolio elettorale è più tarato sul pubblico americano. Noi, dal “potere”, ci si aspettava maggiore arguzia, o più scandalo, invece è la dipinzione di un corpo assurdo dove i sudditi dell’apparenza sono gli elettori, ed è esattamente questo che i candidati si aspettano da loro. La battaglia di precisione verbale scatta in alcuni spezzoni di interviste al candidato presidente,ma sono frecce deboli furbamente moncate dal cambio di scena: il regista non ha voluto sostenere sul serio difficili e sofisticati botta e risposta felini. E poi il solito topico intruglio di sesso che rimescola le carte, con la giovane stagista agnello sacrificale del sistema (per sue scelte decisamente inverosimili). Il titolo è più potente del film. Certo le idi di marzo richiamano il tradimento, ma l’aspirante presidente non è ancora un imperatore,tanto per cominciare.
Voto: ooo (3/5)
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ottobre 25th, 2011
La messa in immagini altamente scenografica ,un po’alla Dalì, della magnifica musica di Wagner “preludio e morte” per Tristano e Isotta, cioè quel che si vede nel trailer e nei primi minuti del film,ne avrebbe fatto una grande opera. Poi la telecamera a spalla ad altezza invitato segue, con insistenti problemi di messa a fuoco, il pomposo e triste matrimonio della povera Justine,una ragazza profondamente nei guai con la sua mente che vede tutto grigio. Kirsten Dunst ne da un’interpretazione credibile e bisogna riconoscere alla pellicola il merito di aver descritto molto bene la depressione nella sua forma più feroce: disperazione,angoscia,paura,durezza e…il nulla assoluto nello spirito. Insomma questo film,se state bene,vi porta la morte e la depressione in casa, ma con troppo limitata catarsi. Quindi,perché mai guardarlo? Un peccato che sia andata così;con una comunicazione visiva decrescente e disomogenea perde magnetismo e diventa velocemente thriller. I protagonisti annunciano la fine di tutto e tutti per due ore fino alla drammatica collisione fra il pianeta Melancholia e la Terra. Finalmente,dirà lo spettatore vivo e sano al quale non resta che appellarsi all’ironia anche demenziale, per non spegnersi. Di fronte alla catastrofe imminente Justine rimane impassibile perché nelle sue condizioni non può desiderare altro che non vivere. È anche l’unica ad aver previsto con anticipo l’epilogo tragico dei movimenti planetari Terra-Melancholia (è Justine a portare iella?), ragion per la quale viene indicata come colei che “sa le cose”. Si afferma quindi che chi ha perso ogni speranza è colui che conosce la verità: una cosa che chiunque sia riuscito a liberarsi di quel macigno sul capo che è la depressione non si sognerebbe mai di raccontare. Per dimostrarlo mi autocito: “se la felicità è un’illusione,perché non dovrebbe esserlo anche l’infelicità?”. L’Ofelia del cartellone non compare.
Voto: ooo (3/5)
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ottobre 19th, 2011
Ecco cosa documenta la lunga inchiesta trasmessa in tv settimana scorsa nel programma “Presadiretta”. Con L’Expo 2015 che si avvicina e che ha come tema portante quanto ho riportato nel titolo, credo sia più che mai interessante e doveroso conoscere almeno in parte i fatti che ho riassunto per voi.
1) In Italia numerosi terreni coltivabili e coltivati con grande resa fino a pochi anni fa, che tutti insieme coprirebbero un’area pari a quella del Veneto intero, giacciono totalmente incoltivati ,e di conseguenza privi di valore, perché le industrie pretendono di pagare i contadini talmente poco al chilo di frutta/verdura che essi si indebitano in ogni caso e anzi si indebitano maggiormente se producono, per il semplice fatto che irrigazione,trasporto e raccolta costano più di quanto viene pagato il prodotto dalle aziende. I contadini, con debiti da capogiro, non possono lavorare(lavorare vuol dire indebitarsi ancor di più), rischiano di perdere anche la casa dove vivono e se campano è grazie agli incentivi che ricevono dallo stato in cambio della distruzione dei propri raccolti. Alberi carichi di ottima frutta,vigneti sterminati,serre ancora piene di pomodori e meloni:lasciati marcire,per forza.
2)Le industrie preferiscono infatti comprare grano e pomodoro dall’estero (il pomodoro,in particolare,dalla Cina) facendo fare a tale merce dei giri assurdi per l’oceano (dell’inquinamento non ne parliamo) perché comunque costa meno. La quantità di grano che viene importata dall’estero in Italia, con la scusa che la domanda nazionale sarebbe maggiore dell’offerta nazionale, è -calcoli alla mano- pari a quella che si otterrebbe coltivando i campi che sono stati abbandonati in Italia. Il grano nazionale inoltre sarebbe di migliore qualità;non all’origine,ma poiché più il grano riposa e sta fermo prima della lavorazione meno ha sapore. E nelle navi il grano ci rimane anche per un mese e mezzo di navigazione. Di conseguenza la pasta non sa di niente,il paese perde una positiva “indipendenza” alimentare (che,con gli imprevisti dell’economia,potrebbe pur sempre servire),i coltivatori cadono in misera; eppure la coltivazione dei generi alimentari,quando funziona,rende svariati milioni alle aziende agricole.
3)Il made in Italy. Al consumatore viene tolta anche la possibilità di fare una scelta responsabile,infatti la legge definisce come “made in Italy” ciò che viene lavorato in Italia,se la lavorazione modifica la materia importata. Avviene quindi che il concentratox3 di pomodoro proveniente dalla Cina viene reso in Italia concentratox2 tramite semplice aggiunta di acqua,sale e processo di pastorizzazione:può poi essere venduto ed etichettato come made in Italy.
4) I braccianti agricoli,extracomunitari ma non solo, quelli che lavorano a stagione per raccogliere la frutta\verdura nei campi, lo fanno per la maggior parte in nero. Questo nero serve alle aziende per risparmiare sulle tasse e quindi pagare dignitosamente i braccianti,non potendo fare entrambe le cose? No. I braccianti infatti lavorano a nero,senza pensione,malattia o altre garanzie, per 2 fino a 3,50 euro all’ora. Per 10-15 ore al giorno. Spero che chiunque legga sia in grado di rendersi conto, pur con uno sforzo di immaginazione, di cosa vuol dire lavorare 10 ore al giorno nei campi per 20 euro al giorno.
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ottobre 16th, 2011
Non una grande trama, solo corse e dialoghetti di bambini nel silenzio di un quartiere normale. I doppiatori-bambini italiani sono un po’ cacofonici ma ci si abitua. Laure,10 anni, si è appena trasferita quando viene scambiata per un maschio dai coetanei. Lei sta al gioco e gioca a pallone,si diverte, conosce Lisa che si invaghisce di lei, fa la brava sorella maggiore. Gli spettatori adulti,avendo l’occasione di osservare i bambini senza essere percepiti come tali, ritornano senza difficoltà a comprendere il modo di relazionarsi dell’infanzia che è parte di loro. E nei giochi sullo schermo,che sono anche i loro giochi,leggono il grande amore,il desiderio dell’adulto di essere amato,di liberare la propria intimità,di essere come vuole essere. Ognuno può leggere la pellicola in modo un po’ più simile a se stesso,ma di certo è messa sul tavolo anche la possibilità dell’omosessualità,concetto ovviamente più ampio e interessante del piatto “a letto vado con”,come potenziale fonte di gioia. Un film che possono vedere tutti,anche i bambini,i liceali e i preti. Lisa è proprio fantastica,un personaggio riuscitissimo.
Voto: ooo (3/5)
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ottobre 16th, 2011
Il cinema italiano non merita sempre di suscitare spontanea repulsione. Terraferma,ad esempio,è un bel film; attuale,con inquadrature generose,attori ottimamente scelti. È un affresco del mare e della dimensione familiare,nonché di un’italianità genuina senza alcuna forzatura da macchietta, che non dispiace esportare. Abbiamo gli abitanti di una piccola isola siciliana che fanno i conti con la naturale evoluzione dei luoghi: le decisioni imposte dal governo centrale del Paese, la cultura dei vecchi pescatori(i fantomatici “valori”,eccoli lì), l’arrivo degli africani clandestini,le differenze rispetto al nord Italia industriale e metropolitano,vere,e anche spassose,più qui che in qualsiasi parodia. Il film nè dice qualcosa di innovativo nè intrattiene con sogni e visioni. Eppure è piacevole e può esser utile. Forse perché mette a posto dei pezzi nel puzzle-immigrazione fatto di urla politiche e tragiche notizie di cronaca. Distante dal pietismo e dall’”era meglio prima”, non c’è una nota stonata. Consigliato a vario pubblico.
Voto: ooo+ (3/5 +)
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ottobre 4th, 2011
Un ricercatore intravede in un virus la possibilità di curare l’Alzheimer, quello di suo padre in primis, e sperimenta su scimpanzè sani il nuovo farmaco col risultato che questi aumentano notevolmente la propria intelligenza senza alcun danno per la salute. Quando una delle cavie diventa aggressiva,causa maternità, viene ordinato di sopprimere tutti gli scimpanzè del centro ricerca: rimarrà solo la scimmietta da poco nata che il nostro ricercatore si porta a casa. Crescendo l’animale mostra sorprendenti doti intellettive e di pari passo una sensibilità che lo porta ad amare ma poi a scontrarsi col padrone a capo di un esercito di scimmie intelligenti. Non è ben chiaro nella trama da dove queste scimmie speciali traggano forze sovraumane che permettono loro di rompere vetri senza ferirsi, divellere cancelli di ferro e trascinare autobus in panne. Che pieghino il ferro con la forza del pensiero? Lo scimpanzè protagonista è abbastanza simpatico e attraversa la sua adolescenza facendo un po’ il bulletto, ciò può anche divertire. Invece l’Alzheimer e la follia naturalmente fanno paura. é un film evitabile senza alcun problema, nonostante il mirabile dispiego di avanzata tecnologia di grafica al computer.
Voto: oo (2/5)
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ottobre 4th, 2011
Un’odiosa tristezza vi annebbia la mente? L’impegno sul lavoro vi porta risultati positivi ma lo stress vi sta trasformando in delle bestie isteriche? Bè, prima di implodere,andate a vedere questo film. Vi stupirete di come un documentario romanzato sulle vite che hanno luogo agli opposti del globo terrestre sia in grado di distendervi quanto un’erba psicoattiva. Rimedi naturali. I gloriosi paesaggi sono filmati con telecamere dalla nitidezza nuova quindi è consigliabile vederlo proprio al cinema per meglio scrutare il pelo di cavallo e il granello di terra. Non vi verrà voglia di decapitare gli spettatori intorno a voi e di puntare il lanciafiamme contro lo schermo, di fronte alle melensaggini e agli idilli “uomo-cane-natura-pace-vita così come viene” che vi verranno serviti. E questa è la conseguenza di un lavoro ben fatto . Lo sguardo degli autori evita ogni dramma,è “superficiale” quanto basta per farvi sentire lindi e puliti, addirittura lievemente profumati di amore e piacevolezza. Ma non forzeranno il vostro lato zen,non faranno gli appiccicosi con voi. Gli esseri umani li vedete come le macchine dall’aereo: formichine inevitabilmente simpatiche. La musica ,umana invenzione, celebra la componente divina della nostra specie, la capacità dell’uomo,anche nella sua semplicità,di far parlare la divinità-natura al suo orecchio. Il mondo vi è amico,tutto andrà bene. Fatevi sto sorriso. Il misticismo,per fortuna,è ancora lontano.
Voto: oooo (4/5)
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ottobre 4th, 2011
Siccome un ragazzino ferisce un coetaneo i rispettivi genitori si incontrano per discutere di risarcimenti e di come (e se) rivedere la missione educativa. I quattro cercano inizialmente di rimanere contenuti e formali, invece si scatenano mano a mano che emerge la difficoltà di trovare la giusta misura tra il sè e gli altri. Il bambino se ne frega, l’adulto irresistibilmente sfumato tende a coltivare un pacifico egocentrismo oppure si trova perennemente sull’orlo della crisi. Perché deve essere adulto,un “problema” che i bambini non hanno. Il film è preso dal teatro e si vede dal fatto che la sua essenza sono i dialoghi e l’ambientazione è sempre la stessa ossia il salotto di casa (però,visivamente molto armonico). Gli spettatori sopra i 40 evidentemente si riconoscono in aspetti dei quattro personaggi, perché in sala si divertono più di tutti. Sembra insolito che i più giovani,pur trovando il film simpatico,si divertano molto meno. Possono sperare, con qualche grana della vita in più sulle spalle, di trovare un ambiente all’altezza della raggiunta maturità, che li faccia ridere di gusto, ormai splendidamente autoironici e genuini oltre il loro ruolo.
Voto: ooo (3/5)
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maggio 23rd, 2011
Si capisce che il film ha potuto contare su un budjet generoso (costumi,comparse,trasferte in paradisi tropicali,palazzi, galeoni…), ma sulla narrazione si è lavorato poco. Il pirata Sparrow con Angelica,sua vecchia fiamma, va alla ricerca della fonte della giovinezza, la flotta inglese e spagnola a fargli concorrenza . Per attivare le proprietà dell’acqua occorre una lacrima di sirena e una vittima a cui “rubare” anni di vita a proprio vantaggio. Quindi in realtà è una fonte che scambia anni di vita fra una persona e un’altra,non dona un bel niente,tantomeno la giovinezza. In mancanza di una trama forte,o meglio,di una trama sapientemente presentata, tutto dovrebbe reggersi sul personaggio-icona Jack Sparrow che però non ci mostra nessuna nuova sfumatura di sé e fa sempre le solite mossette. La cosa più irritante è notare che persino gli attori hanno preso a noia i ruoli: Jonny Depp è visibilmente sbiadito nella recitazione,gli manca il guizzo demoniaco, e Penelope Cruz (!) non si impegna,come anche la sua doppiatrice italiana. Le sirene assaltano i pirati,il che sulla carta promette bene, ma forse ci si aspettava di più. Quella di loro che viene catturata si limita a fare il faccino della vittima malinconica. Il film ha la sua identità piratesca,ma è poco avvincente. Gran parte della colpa è senza dubbio del molesto 3d e delle musiche assordanti che coprono invece che accompagnare ed evidenziare l’avventura. Finale non più aperto ,e mai risolto,come nelle puntate precedenti.
Voto: ooo (3/5)
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aprile 18th, 2011
La partita Iran-Bahrein dei mondiali è un evento che nessun appassionato di calcio iraniano può mancare. Ma per le tifose iraniane è diverso: allo stadio non possono entrare perché sarebbe sconveniente, così si travestono da ragazzi ma vengono scoperte e isolate con una procedura assurda. Talmente paradossale che dietro l’uniforme e la rigidità della legge che comunque “va rispettata”, anche le guardie e molti uomini si rendono conto di quanto l’umanità,la cultura e il senso di civiltà comune facciano apparire superati certi provvedimenti. È un film carino e brillante,che prende vita dal gruppetto eterogeneo e vivace delle ragazze patite di calcio. Una festa che mette in discussione l’autorità: è per questo che il regista è stato imprigionato? Eppure siamo a conoscenza di realtà ben più atroci (nei dialoghi è citato qualche morto),per quanto la non parità allo stadio sia ingiustificata e fastidiosa.
Voto: ooo (3/5)
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